In risposta al documento di “segnalazioni” e “suggerimenti” ricevuto dal gruppo “Usseaux nel Cuore” in data 06 novembre 2018 – Fraisse e Pourrieres

Al “gruppo” USSEAUX nel CUORE

A Adriano, Cristina, Isabella, Marco, Michela, Rosita, Alberto, Anna, Maurizio, Maurizio e Silvana

A tutta la Comunità di Usseaux e Borgate

Prendo atto del documento che è stato depositato in data 6 novembre (registrato al protocollo comunale con numero 2766), redatto a seguito dell’incontro del gruppo “Usseaux nel Cuore” tenutosi lo scorso 3 novembre per le borgata di Fraisse e Pourrieres. Mi dispiace in primis dover affermare che lo stesso per alcune parti importanti è irricevibile e vado subito a spiegare il perché. Mi sia solo concesso partire dalla conclusione del documento stesso. L’appello che ho rivolto tramite la carta stampata (“il livello del confronto salga un po’”), mi sembra sia rimasto in buona parte inascoltato, forse non negli intenti ma certamente nei contenuti o nel modo di porli. L’intento del mio invito non era quello di rivendicare qualcosa a titolo personale o a titolo dell’Amministrazione che guido e rappresento; ma semplicemente quello di fare in modo che un’iniziativa come quella proposta assumesse realmente il giusto valore per come presentata. Perché davvero credo che il nostro comune e il nostro territorio meritino quanto di meglio; che meritino, oggi più che mai rispetto al recente passato, di un’attenzione e un’analisi che entrino davvero nel cuore delle questioni e portino le persone a comprendere e conoscere i veri problemi che stiamo affrontando e le sfide che tutti insieme dobbiamo porci e vincere (spopolamento, abbandono del territorio, residenzialità, diritto alla scuola e ai servizi alle persone, attività economiche, sanità, ecc.).

Partendo dal presupposto che è fondamentale il mantenimento della democrazia, della pluralità, del dialogo, della dialettica, del confronto, soprattutto se basato su una critica costruttiva, e del contributo di tutti coloro che a vario titolo hanno a cuore il nostro territorio, è però inaccettabile che chi è stato amministratore del Comune nel recente e recentissimo passato si permetta di portare alcune affermazioni e/o interrogativi, soprattutto su alcuni temi di particolare importanza. E su questo, ovviamente, mi rivolgo a Cristina e Adriano.

Le affermazioni “mancano o non si hanno notizie di un piano di protezione civile (che fa che cosa) in caso di allarmi alluvionali”, “manca un piano di protezione civile (che fa che cosa) in caso di allarme per possibile attivazione della frana”, “da anni è stato smontato e non si hanno notizie …”, ecc., sono irricevibili e inaccettabili da parte di chi quegli atti li ha disposti e approvati proprio quando era Amministratore. Si è forse persa memoria delle cose? E’ questo l’interrogativo che mi pongo e che vi rivolgo. Nel caso le informazioni possono essere semplicemente prese presso gli uffici dove sono conservati tutti gli atti. Vista però la delicatezza degli argomenti è almeno dovere di “cronaca” riportare alcuni dati per informare correttamente soprattutto la popolazione:

  1. La funzione fondamentale di Protezione Civile, come stabilito dalla attuale normativa nazionale e regionale in materia, è gestita in forma associata (tramite convezione), con l’Unione Montana Comuni Olimpici della Via Lattea;
  2. Il Comune di Usseaux è dotato di Piano di Protezione Civile (informazione peraltro facilmente reperibile anche dal sito www.protezionecivile.gov.it), che fa riferimento all’ultimo aggiornamento (2011), del Piano Intercomunale delle Valli Chisone e Germanasca approvato con D.C.C. n. 33/2012;
  3. Il Piano di Protezione Civile, unitamente ai vari documenti che definiscono le aree di rischio (vedasi ad esempio il P.A.I. – Piano di Assetto Idrogeologico), e tutte le criticità che potrebbero generarsi sul territorio a seguito di particolari eventi (non solo legati alle condizioni meteo), rappresenta in modo molto dettagliato la realtà del territorio ed è certamente ancora valido forse non tanto nella forma, ma certamente nei contenuti (dal 2012 ad oggi le condizioni e le aree di rischio non si sono modificate, piuttosto si registra una sostanziale modificazione degli eventi che potrebbero innescare determinati fenomeni);
  4. Il Piano di Protezione Civile definisce le modalità di intervento e azione nel caso del verificarsi di determinati livelli di allarme e/o specifiche criticità non limitandosi allo stretto raggio di azione dei confini comunali ma “ragionando” e “agendo” a livello di territorio di valle;
  5. Il Piano vigente nella sua forma come approvata nel 2012 può non essere aggiornato rispetto alle modificazione di Legge intervenute nel corso degli ultimi anni (non ultimo quanto discernente dal Nuovo Codice di Protezione Civile di inizio 2018), ma la struttura Comunale ha sempre recepito le diverse circolari e modificazioni di Legge pervenute e le procedure interne sono allineate. Gli uffici, così come l’Amministrazione, sono a conoscenza delle diverse modalità operative da attuare in caso del verificarsi di determinati allarmi e delle procedure/disposizioni da attivare unitamente alla Regione, alla Città Metropolitana, alla Protezione Civile, alle Forze dell’Ordine e agli altri Comuni del territorio;
  6. Rispetto alla sostanza si può affermare che solo la forma del Piano del 2011/2012 è certamente da aggiornare (per allineare tutte le varie procedure e disposizioni variate nel corso degli ultimi anni), ma ciò è nel programma Amministrativo e verrà attuato a breve unitamente al Comune di Pragelato con cui si stanno facendo le valutazioni del caso. D’altronde, i corsi e seminari di aggiornamento sulle modificazioni di Legge e procedure intervenute nel recentissimo passato (in alcuni casi parliamo di pochi mesi se non di poche settimane), sono attualmente in corso. Tuttavia questo non cambia e modifica la sostanza rispetto al livello di effettiva conoscenza dei diversi livelli di rischio e delle specificità del territorio, essendo ben consci delle responsabilità che sono in capo all’Ente su questa materia.

Mi ripeto, chi è stato Amministratore pubblico nel recente e recentissimo passato, non può permettersi di alludere a mancanza di informazioni sul tema, piuttosto che far finta di non sapere o porre degli interrogativi senza portare riscontri oggettivi. Vale lo stesso discorso per il tema dei sistemi di monitoraggio e allarme della frana del Colletto. Dagli atti depositati in Comune è infatti possibile verificare che:

  • Lo strumento di monitoraggio automatizzato della frana installato dopo gli eventi alluvionali del 2000 è stato rimosso dalla Regione Piemonte (che ne dava notizia scritta al Comune nel luglio 2002), portando le seguenti motivazioni:
  • Perché “in tutta la campagna di misura effettuata con il teodolite automatizzato LEICA posto presso la località Fraisse di Usseaux (TO), non si sono registrati movimenti significativi e che al momento sul sito stesso sono in corso dei lavori di risistemazione idrogeologica del versante” (lavori protrattisi sin verso gli anni 2010/2011);
  • Perché lo strumento installato a Fraisse era necessario per il monitoraggio di una frana attivatasi nel comune di Valprato Soana.

Va da sé che il sistema di allarme / segnalazione veniva contestualmente disattivato essendo mancante lo strumento di monitoraggio. E’ anche vero che, nelle comunicazioni intercorse a suo tempo, la Regione segnalava che le altre strutture fisse potevano/dovevano rimanere sul territorio nel caso fosse necessario riattivare il sistema di monitoraggio. Tuttavia così non avvenne: fu la stessa Amministrazione nel corso del 2004 a chiedere e ottenere dalla Regione l’autorizzazione a rimuovere il capanno di protezione del teodolite precedentemente rimosso. Non risultano altri atti disposti dall’allora Amministrazione per ripristinare i sistemi citati. Si ricorda inoltre che la Regione precisava anche che: “al termine dei lavori sarà opportuno installare un alternativo sistema di monitoraggio del versante, da definirsi in occasione di specifici incontri futuri, più adatto a movimenti lenti a lungo termine”. Era il 2002 e negli anni successivi non risulta essere stato disposto nessun atto in questa direzione.

L’importanza della tematica non permette valutazioni semplicistiche; devono essere certamente fatte ulteriori valutazioni e analisi (e per questo ben vengano gli stimoli in questa direzione), ma nelle sedi opportune, con le competenze e professionalità necessarie e sulla scorta di dati precisi e scientificamente comprovabili.

Questo vale anche per le altre “segnalazioni” e/o “suggerimenti” riportati sul tema della sicurezza idrogeologica del territorio alle quali non mi sottraggo certamente, ma rimando la loro valutazione a un momento di confronto successivo e sul piano tecnico, ovvero un incontro pubblico sul tema di “Protezione Civile”, che sarà organizzato nel prossimo futuro, per meglio affrontare e circostanziare le varie situazioni segnalate; per illustrare i vari interventi PMO realizzati nel corso degli anni grazie ai fondi ATO (dal 2013/14 ventitre interventi eseguiti per un importo lavori pari a circa 650.000 €, otto interventi in corso di realizzazione nel 2018 e cinque in programma per il 2019 per un importo lavori pari a ulteriori 200.000 €), piuttosto che per dare evidenza delle reali condizioni dello stato di fatto attuale delle aree del territorio richiamate all’interno del documento ricevuto (Rio Faussimagna, Colletto, Frane Ingrus, Rio dell’Assietta, ecc.).

Asserire che serva un’opera di difesa piuttosto che un’altra, affermare della presenza di innesti di frane, ecc. non dico che sia sbagliato, ma andrebbe fatto portando dati e verifiche puntuali svolte da professionisti in materia, con un altro livello di confronto e nelle sedi opportune. Diversamente, il rischio è quello di alimentare allarmismi o preoccupazioni non necessarie, fino al limite di farsi gioco della non conoscenza delle persone.

Su altri temi, che possono anche rivestire minore importanza, non è altrettanto accettabile che chi è stato amministratore pubblico (non importa di quale Comune o Ente), vada a porre interrogativi del tipo di quello portato per il parco giochi di Pourrieres: “resta sempre aperto l’interrogativo non tanto sulla realizzazione (era a carico del pec alectoris e viene invece eseguito dal comune), quanto sul recupero economico di quanto speso”. Per di più proprio nell’ultimo Consiglio Comunale, seduta alla quale era certamente presente qualcuno tra i primi redattori e sottoscrittori della lettera pervenuta, era stato spiegato (e non per la prima volta), come si è proceduto per arrivare alla realizzazione dei lavori. In quell’occasione si è infatti illustrato che:

  • Da Convenzione Edilizia le opere del parco giochi dovevano essere realizzate dalla ditta intestataria del PEC a scomputo degli oneri di urbanizzazione secondaria dovuti al Comune. Alla convenzione edilizia era allegata polizza fideiussoria che, nel caso le opere non fossero state realizzate dalla ditta entro i termini di scadenza del PEC, garantiva la realizzazione delle opere stesse mediante corresponsione al Comune dell’importo oneri di urbanizzazione equivalente e dovuto;
  • Accertata la difficoltà della ditta intestataria del PEC a procedere con la realizzazione delle opere si è concordato con la stessa di apportare una modifica alla Convenzione Edilizia in essere, in modo che si potesse procedere in tempi brevi alla realizzazione delle opere e non rimanere ulteriormente bloccati sino almeno al 2020 (tralascio il lungo dettaglio del perché non si sia ancora arrivati alla realizzazione di quanto previsto nel PEC trascorsi ormai quasi 12 anni dalla sua approvazione e delle scelte operate proprio dai precedenti amministratori che oggi scrivono);
  • Con la modifica della Convezione Edilizia si è semplicemente disposto che per gli oneri di urbanizzazione secondaria ancora dovuti la ditta intestataria del PEC non procedeva più “a scomputo” con la realizzazione delle opere (che esegue direttamente il Comune), ma con pagamento di quanto dovuto. Per il pagamento è stata concordata una rateizzazione entro il termine di validità del PEC (d’altronde, anche nel caso di realizzazione di opere a scomputo la ditta aveva tempo sino alla scadenza della Convenzione Edilizia), che è garantita da nuova polizza fideiussoria. Quindi, come nel caso di mancata realizzazione delle opere, anche nel caso di mancato pagamento, il Comune è tutelato nella stessa identica maniera; al verificarsi della condizione, interviene una polizza fideiussoria che versa direttamente all’Ente quanto non corrisposto dall’altra parte.

Un meccanismo molto semplice che chi è stato amministratore di un Ente pubblico, anche per lungo tempo, non può non conoscere. E se lo conosce (come spero e mi auguro), allora con un interrogativo come quello posto forse persegue altri obiettivi, diversi da quelli di chi dichiarando il proprio amore per il nostro Comune e il nostro territorio vuole semplicemente portare “segnalazioni” e “suggerimenti” utili alla causa comune. Questi obiettivi possono essere assolutamente legittimi, non lo metto certo in discussione, ma andrebbero quantomeno esplicitati per il giusto rispetto verso tutti: chi scrive, chi legge, chi ascolta, ecc.

Per rispetto comunque verso chi ha impegnato il suo tempo (anche solo nell’ascoltare e condividere quanto contenuto nella lettera ricevuta), porto nel seguito risposta dettagliata ad alcuni punti, cercando di evitare di dilungarmi troppo considerando anche che alcune risposte sono di fatto già state portate nella risposta al precedente documento.

Sicurezza – SR23 – Fraisse e Pourrieres: certamente quanto segnalato rispetto al tema della sicurezza nei tratti in cui la SR 23 attraversa le borgate di Pourrieres e Fraisse è corretto ed è argomento sul quale da tempo ragioniamo. La problematica verrà discussa nel breve con il settore viabilità della Città Metropolitana di Torino per capirne la fattibilità (modifica viabilità/svolta, possibile installazione di totem o altro), segnalando nuovamente (come già riportato nella precedente risposta), che siamo in attesa di essere convocati dalla commissione di settore proprio per discutere del progetto di realizzazione di due rotonde da posizionarsi sugli ingressi a monte e a valle della borgata di Pourrieres pensate per ridurre la velocità dei veicoli in attraversamento nella borgata e anche per andare a elaborare un successivo progetto di riqualificazione urbana del tratto di SR23 dell’abitato.

Varie (immagine, ordine, pulizia, servizi) – Fraisse: dell’elenco riportato segnaliamo che tutto quanto indicato è a conoscenza dell’Amministrazione e degli uffici; come già spiegato nel precedente documento alcuni lavori sono in itinere o in fase di realizzazione oppure ricompresi nell’elenco delle cose che devono essere fatte (ma che, ovviamente, vengono nel tempo programmate in base alle risorse di bilancio realmente disponibili). Alcune ulteriori precisazioni possono essere le seguenti: 1) le altalene sono ad esempio smontate perché in manutenzione da parte dei volontari di borgata; 2) per le targhette quadri il lavoro è in corso, ogni anno vengono completate quelle relative ai quadri installati nell’anno precedente; 3) i lavori relativi ai tubi dell’intervento 6000 campanili sono in corso, per quello che concerne i cavi telefonici ancora interrati si attende Telecom che, ahimè, ha tempi lunghissimi e più volte è già stata sollecitata; 4) per discorso illuminazione vale quanto già detto per Usseaux capoluogo; 5) discorso telecamera, forse è sfuggito qualcosa: nell’area dei cassonetti la telecamera di sorveglianza è attiva e installata da tempo (ed è già stata utilizzata proprio per monitorare comportamenti scorretti nelle modalità di utilizzo dell’isola ecologica), e nel breve ne verrà installata una seconda per avere una maggiore visione di controllo di tutta l’area.

In un successivo incontro pubblico si potranno comunque approfondire ulteriormente le cose, se necessario.

Ex scuola Pourrieres: la promessa che il ricavato della vendita della scuola sarebbe stato impiegato per opere sulla borgata è sempre valida ed è sempre stata mantenuta. Come già evidenziato, i soldi sono all’interno del bilancio dell’Amministrazione (avanzo vincolato), e vengono utilizzati per opere specifiche per la borgata; non è stata individuata a priori una sola opera da finanziare, ma si è ragionato ascoltando quali erano le priorità espresse dalla borgata e ci si è attivati in questa direzione. Prova ne è: 1) quanto relativo all’area parco giochi (area ripensata anche per avviare un complessivo miglioramento e valorizzazione dell’area intorno al forno), per gli impegni economici non coperti dall’importo oneri urbanizzazione del PEC Alectoris; 2) quanto relativo alla strada di accesso alla parte alta della borgata (di cui anche in seguito); 3) quanto relativo all’installazione di un DAE (ci siamo quasi); 4) quanto prevedibile per i lavori che saranno necessari per la sistemazione della copertura del forno; 5) quanto probabilmente dovrà essere messo come co-finanziamento da parte del Comune affinchè la Città Metropolitana di Torino inserisca nel piano opere da realizzare le rotonde sulla SR23 di cui sopra.

Ex Cimitero: la questione dello scarico dei pluviali della chiesa, lato cimitero, sarà verificata da parte dell’Ufficio Tecnico.

Pavimentazioni: ricordiamo che il Comune non può intervenire direttamente su suolo privato (anche se di evidente uso pubblico), se non regolarizzando le posizioni come si sta facendo (per la prima volta), per tutto il tratto di strada che collega le borgate di Pourrieres e Balboutet; il lavoro è immane se si pensa che, di fatto, quasi tutta la rete stradale di uso pubblico, sia interna che esterna alle borgate, è in questa situazione. Circa l’interno delle borgate è giusto ricordare (come peraltro già fatto in diversi incontri pubblici), che è operativa la Delibera di Giunta Comunale (in lascito dalle precedenti Amministrazioni), che definisce che, a richiesta del privato, possa essere concesso un contributo (ad esempio in acquisto materiale), per la pavimentazione di tratti di strade di uso e interesse pubblico. La disposizione è attiva a livello di Delibera e viene finanziata nel caso ci siano delle richieste da parte dei privati.

Area gioco bimbi: è evidente che sono previste a progetto recinzioni a norma per quello che concerne i lati che affacciano sulla sponda del Rio Assietta e sui lati con dislivello verso le proprietà adiacenti.

Acquedotto: la problematica segnalata è nota e si è verificata principalmente in occasione di forti temporali estivi a fine luglio 2017 e a fine luglio 2018. In entrambi i casi, sia su segnalazione di privati che per interessamento diretto dell’Amministrazione, è sempre intervenuta prontamente Acea per la risoluzione dei problemi. Tutta la gestione e manutenzione della rete è in capo e a responsabilità unicamente di SMAT (tramite Acea).

Locale centralina idroelettrica: è effettivamente da realizzare un allestimento e definire un utilizzo del locale a disposizione presso la centralina idroelettrica. Sinceramente non è stata la priorità di questi anni anche perché la borgata ha espresso sempre necessità e esigenze incentrate su altre questioni ritenute più importanti. In passato erano stati presi contatti con persone interessate e che si erano offerte di seguire la realizzazione di un allestimento museale sulla “Battaglia dell’Assietta”, ma, in seguito, si è purtroppo persa traccia dell’iniziativa. L’installazione museale rimane comunque un obiettivo da perseguire che, come Amministrazione, mettiamo subito in coda al completamento del parco giochi, della riorganizzazione e valorizzazione complessiva dell’area del forno e della sistemazione della strada di accesso a questa area.

Utilizzo Forno: L’utilizzo dei forni è pubblico e libero per iniziative dei singoli e delle borgate. Se ci sono stati contrasti nel passato (di cui peraltro mi sembra di non essere a conoscenza), me ne scuso a nome dell’Amministrazione. Invito comunque chiunque si trovasse in una situazione del genere, o fosse interessato a utilizzare un bene della comunità, a fare principalmente riferimento agli uffici comunali e all’Amministrazione, oppure al Mansia di borgata.

Area deposito materiale Gorge: come già comunicato pubblicamente (se non ricordo male nell’incontro pubblico di fine anno dello scorso dicembre 2017), abbiamo già illustrato che sull’area è in previsione la redazione di un progetto per destinarla ad area sportiva (campo calcetto e campi da bocce con interventi volti anche a valorizzare al meglio l’area del parcheggio del ciclista), in recepimento delle richieste puntuali ricevute da parte della borgata e del Mansia. Idee che abbiamo condiviso e per le quali stiamo cercando di reperire le risorse necessarie.

Area cassonetti rifiuti: come già comunicato con lettera precedente, la telecamera di controllo verrà attivata nel breve (attendiamo variazione di bilancio che verrà fatta entro la fine del mese di novembre per fare poi immediato affidamento per l’esecuzione dei lavori).

Strada sterrata da comunale per Balboutet a forno: L’opera già in progetto e, come più volte comunicato e condiviso con la borgata, verrà realizzata appena avremo portato a compimento le pratiche necessarie per rendere a tutti gli effetti pubblico il sedime della stessa e, quindi, poter correttamente impegnare parte delle risorse di bilancio per la realizzazione delle opere necessarie. Ad oggi, visti gli atti intrapresi, la previsione è di poter realizzare le opere nella primavera 2019. La scelta del tipo di pavimentazione (se asfalto o sterrato), verrà condivisa con la borgata.

Visite alla borgata: si sta già lavorando nella direzione indicata (per Club Med il discorso è a parte); proprio in occasione del prossimo evento di inSTALLArte, nella giornata di domenica la borgata di Pourrieres sarà il punto di partenza per l’iniziativa “Borghi in Cammino” organizzata in collaborazione con la UISP e con la rete dei Comuni Piemontesi certificati “Borghi più Belli d’Italia”.

Nella speranza che le risposte portate possano essere per Voi esaurienti, rimango a completa disposizione per qualsiasi ulteriore approfondimento e/o chiarimento che riterrete necessario.

Mi permetto in ultimo di fare ancora un appello, soprattutto a Cristina e Adriano. “Alzare il livello” per me non significa dover andare alla ricerca della dimostrazione che qualcuno valga più dell’altro o viceversa, piuttosto che andare a una caccia, fin quasi ossessiva, del cosiddetto “pelo nell’uovo” … significa invece, per chi ha veramente a cuore Usseaux e il territorio di valle, farsi realmente carico tutti insieme, al di là e al di fuori di qualsiasi possibile interesse particolare, dei principali e più urgenti problemi del territorio, viste le inconfutabili dinamiche in atto; diversamente lo scambio di opinioni rischia di diventare un semplice e sterile “esercizio di stile” mirato più al personale piuttosto che all’interesse comune. Cosa, quest’ultima, che potrebbe comunque essere legittima però, se così fosse, allora per onestà intellettuale (che il territorio e la comunità locale meritano assolutamente), bisognerebbe chiamare e presentare le iniziative per quello che realmente sono.

La proposta non ricevuta per un incontro pubblico da svolgersi nel breve avrebbe anche permesso di chiarirsi bene su alcuni punti e alcuni passaggi e di affrontare in semplice contradditorio alcuni temi per avere risposte corrette e necessarie puntualizzazioni nell’immediato, senza correre il rischio di ingenerare possibili o eventuali fraintendimenti. Rinnovo quindi il mio invito, per chi fosse disponibile, anche per un semplice confronto ristretto.

Ovviamente rimane sempre valido l’accoglimento della proposta ricevuta in relazione alla disponibilità a dare un aiuto in “corvè” per lavori e opere che potranno essere attivati. Questa disponibilità, se confermata, tornerà certamente anche utile in vista della partecipazione al concorso internazionale “Communities in Bloom” per il quale, verso la fine dell’anno, organizzeremo insieme a Asproflor e ai responsabili di “Comuni Fioriti” un incontro con la popolazione.

L’occasione mi è gradita per porgere a tutti i miei più cordiali saluti.

Andrea Ferretti, Sindaco di Usseaux e tutta l’Amministrazione.

 

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